5) Come sarà lʼItalia di domani? Quali differenze nello stato, nel territorio, nel popolo?

39 thoughts on “5) Come sarà lʼItalia di domani? Quali differenze nello stato, nel territorio, nel popolo?

  1. il domani sara sempre più multietnico , ma ahimè ci sarà uno spostamento della ricchezza verso economie emergenti che creeranno la nuova classe media in grado di spendere e noi italiani andremo verso un declino lento e progressivo.
    I sintomi di questa regressione si cominciano a sentire anche ora ,ma con il passare degli anni si acutizzeranno sempre di più.
    E molti di noi saranno i poveri del ventunesimo secolo…………..

  2. società sempre più multietnica, il mondo è diretto verso il mix interazziale interculturale completo. questo è un bene per tutti a patto che non si perdano le usanze e le tipicità di ogni paese e che rendono l’Italia unica nel suo genere.
    Dialetti, prodotti agroalimentari, feste e tradizioni sono un patrimonio enorme.

  3. Il popolo sarà sicuramente più multietnico, ovunque si percepirà l’appartenenza ad una società più grande. Sull’onda dell’entusiasmo della multi-cultura impareremo anche a valorizzare e conoscere le nostre tradizioni. Lo stato, non può che cambiare e saremo noi ad agire per il mutamento, prima di tutto responsabilizzandoci.

  4. un popolo intraprendente come il nostro deve scrollarsi dalle inefficenze e dall’ assistenzialismo, dal voto di scambio. Spazio ai Giovani o morte sicura.
    Credo che ce la faremo a rilanciare un Italia migliore, molto piu’ cosmopolita ma che manterra’ le sue caratteristiche di paesone. Il terriorio mi auguro rimanga lo stesso e noi dobbiamo provare di piu’ a fare come i nostri nonni che non avevano la televisione…..

  5. Non riesco ad immaginare come sarà in futuro, perchè oggi è troppo diversa da come in passato potevo ipotizzare che sarebbe diventata. Forse posso esprimere un desiderio o un sogno: un territorio senza siepi (neanche in fiore), un ampio spazio multiculturale , con aperture transnazionali. Sono proprio fuori dal mondo o posso ancora sperare?

  6. Non sarà una bella Italia ! Il nostro popolo si sta autodistruggendosi, mai raggiunto picchi così bassi di morale, cultura, di generosità !
    Troppi individualismi ed egoismi, troppa retorica e un appiattimento della massa veramente preoccupante. Il territorio ? Bello oggi ma senza visione del domani.

  7. sarà come quella che è sempre stata: popolo di artisti, inventori, inaffidabili, furbi, (cfr Amici miei…)

  8. Ad oggi siamo un Paese involgarito. Un Paese che declina sempre di piú verso il razzismo. È stato inoculato il veleno dell´insicurezza attraverso un´operazione demagogico-populista per raccattare voti. Ci vogliono far diventare – ma per fortuna come ben vedo qui c´é ancora qualcuno che pensa e come insegna Brecht nel suo memorabile “Storie del Signor Keuner” la piú grande arma di resistenza é il pensiero, indipendente e coraggioso – dei Truman, chiusi in qualcosa di preordinato, omologato, ove esiste solo un pensiero e ove il dissenso viene criminalizzato. La nostra Costituzione é ontologicamente antifascista, tuttavia nel 2001 abbiamo visto a Genova giovani inermi massacrati, segnale che c´é intolleranza alle libertá piú estese: tutte caratteristiche di regime autoritario.
    Si vuole ridurre la scuola a luogo che dispensa il minimo di sapere tecnico, mai critico, in modo che non si costruiscano cittadini consapevolmente responsabili, alti, capaci, combattivi. Ció non promette nulla di buono per il nostro futuro.

  9. Io spero ke si riesca a ‘unificare nord e sud’. E’ brutto ke ci siano sempre queste differenze tra culture, e ke quelli del sud da noi del nord vengano sempre visti come mafiosi o come buoni a nulla rubasoldi. Nn tutte le persone ke vivono lì sono così. Avessimo noi del nord un po’ di quella cortesia e di buon umore ke hanno loro, vivremo sicuramente molto meglio. Basta vedere il film di Bisio : Benvenuti al sud.

  10. La situazione politica attuale rende impossibile la risposta a questa domanda.
    Finchè chi sale al governo, che sia di destra o di sinistra, continuerà a perseguire i propri interessi personali o di partito, il paese vivrà sempre in maniera statica.

  11. Dalla piega che sta prendendo negli ultimi 3 anni stanno portando a termine il progetto piduista di Licio Gelli e quindi la vedo molto male…!!

  12. Sono molto ottimista,perchè vedo nei giovani la volontà nel cambiare le cose che non vanno bene e la voglia di lottare per un’ITALIA migliore.

  13. Mi auguro che si assista ad una ripresa di quota dei valori morali, a partire dai colli romani ! Ho l’impressione che aumenterà il campanilismo tra paesi, province, regioni . Ma solo per disputarsi le poche risorse a disposizione. D’altronde se è vero che per avere di più bisogna distribuire meglio, un buon raccolto dipende molto da come si semina.

  14. Difficile rispondere a questa domanda, ma fondamentalmente sono ottimista e spero nella forza di quei giovani che sapranno affrontare le prove che giorno per giorno vediamo spuntare all’orizzonte.

  15. L’Italia di domani? Bella domanda…
    Se continua così la vedo nera, nel senso che ci stanno portando di nuovo alla disperazione, sta diventando sempre più classista e molto distante da un walfare state.
    Ma in una visione più rosea..
    Come popolo spero che cominci a essere più multiculturale di quanto non siamo oggi, come Stati Uniti, Inghilterra etc…
    Stato se si intende i governi su vari livelli, spero più attenti al paese e meno alle loro beghe, e al fatto io ho fatto questo e voi 20 anni fa no… etc.. Diciamo più responsabili.
    Territorio, sempre spero che si abbandonino questi sistemi di TAV e altre colate di cemento ma migliorando i collegamenti che ci sono già e lo stesso per le autostrade costruire qeulle che possono migliorare e sviluppare un territorio.

    Basta con questo inquinamento, basta cassa del mezzogiorno ( in fondo anche noi siamo territorio svantaggiato –>non sono leghista, ma è la verità), basta con le mafie.
    Come diceva Falcone “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”

  16. Temo che lo stato ed il territorio si “inquinino” sempre di più, non sono ottimista.
    Sono più serena sul “popolo” perché penso che le nuove energie che ci porteranno molti dei giovani immigrati, pieni di grinta e di voglia di riscatto, potranno dare una sferzata anche al vecchio e decadente popolo italiano.

  17. Non riesco a immaginarlo. Sarà certamente diversa, ma forse non troppo. L’animo delle persone è sempre lo stesso, e cerca sempre di realizzare il proprio mondo.

  18. La paura del diverso oggi renderà il nostro paese esattamente come, ora, gli xenofobi non vogliono: il tutto a causa di una esasperazione nell’autoghettizzarsi delle persone che attualmente vengono emarginate.

  19. La domanda più difficile! Sarà un’Italia identica a quella di oggi con le stesse discrepanze, gli stessi abissi tra cultura e deficienza, gli stessi meccanismi difettosi che si inceppano e impediscono di progredire.
    Resteranno come ora molti aspetti positivi portati avanti da chi si impegna costantemente per migliorare.
    Gli stimoli che dovrebbero servire a nutrire il progresso sono difficilmente percepibili (soprattutto nelle forze in carica al governo e sono queste che dovrebbero servire da stimolo); amio giudizio, questo causa un continuo arresto delle convinzioni e degli ideali.
    Perciò credo cambierà poco ma spero di sbagliarmi!

  20. Tornataindietro, al modello feudale.
    Saro’ breve: basta guardare alla lega a, suoiaccoliti e votanti.

  21. Sara’ conformata ed appiattita sulle tendenze generali( a questo non ci si sottrae).
    Lo stato sara’ ,probabilmente,federalizzato in Europa.
    Il popolo,alimentato da arrivi di provenienza estera sara’ multiculturale, l’attuale tendenza nel nord italia di chiudersi in una enclave “Padana” sara’ diluita (spazzata via ).In generale diminuira’ il senso di appartenenza al campanile.

  22. Suggerisco una domanda alternativa: ci sarà ancora un’Italia domani? Le generazioni prima di noi comprese (soprattutto) le elite di potere di oggi hanno estirpato buona parte di quanto c’era di buono, avvelenato i pozzi e sparso sale sui campi. Se poco tempo fa si parlava di declino, ormai è inutile parlarne perché non si potrà fare molto per rimediare alla situazione dei prossimi decenni (disastro demografico, economico, sociale, milioni di giovani di oggi che quando non potranno più lavorare finiranno a fare i barboni sotto i ponti: è bene che si sappia che fra pochi decenni avremo ***milioni*** di anziani barboni). Qualcuno ha qualche idea per rimediare?

  23. Come faccio a saperlo? Una cosa è quello che spero e un’altra è quello che realisticamente temo. L’ottimismo della volontà mi fa immaginare un’Italia libera, pulita, solidale e aperta alle contaminazioni, ma il pessimismo della ragione mi spinge verso prospettive tutt’altro che rosee… Se penso a tutto quello che gli Italiani di oggi accettano come “normale”, senza vergognarsene neanche un po’…
    Le differenze nel territorio? Un federalismo, ma solidale e dal “volto umano”, non guasterebbe di certo. L’idea di federalismo originariamente è parte della tradizione democratica e progressista (vedi Cattaneo), ma purtroppo oggi è patrimonio di una destra antisolidale, localista e xenofoba con cui non mi sento di aver nulla in comune.

  24. Sarà come i suoi residenti la vorranno. Se essi saranno indifferenti ai cambiamenti, il trend si manterrà sfociando in uno stato che fa l’interesse di pochi, un territorio in violentato, un popolo più ignorante e sempre meno libero.

  25. Cito Montanelli nel dire che: Gli italiani sono degli eterni contemporanei con la memoria a breve termine. Non cambieremo mai, e saremo sempre sull’orlo del tracollo, sappiamo gestire solo il caos e quindi lo creiamo solo per poterci muovere dentro. Credo che se non c’è un cambio generazionale siamo destinati ad estinguerci.

  26. Negli ultimi anni la società si è evoluta in maniera esponenziale , senza lasciarci il tempo di capire se la strada è giusta . Il domani sarà molto diverso ma capiremo tardi se abbiamo sbagliato .

  27. spero e mi auguro un’ Italia migliore di quella che purtroppo oggi sembra essere un ” grande fratello ” nazionale. Come dice giorgio anch’io ho molta fiducia nei giovani e nelle loro capacità

  28. credo che in un modo o nell’altro il paese si risolleverà, come ha già fatto altre volte

  29. Penso che l’Italia non cambierà molto di più di quanto lo abbia fatto negli ultimi 150 anni. Forse sarà più multiculturale, o divisa, o banale, o vecchia.. Ci saranno sempre disuguaglianze, opportunismo e favoritismi. Del resto non ci sono solo in Italia. Siamo noi che le vediamo solo qui.. Lo stesso discorso lo stanno facendo altre nazioni d’Europa e lo stavano facendo qualche decennio fa come nella Roma antica (quo tempora quo mores!).
    Quindi non saremo né migliori né peggiori, saremo come siamo sempre stati: Italiani.

  30. sicuramente migliore dell’italia d’oggi!!!sono convinto che visto che nel baratro ci siamo già da esso possiamo solo risalire…come dice enrico la storia ha dei cicli…e presto ne inizierà uno nuovo che porterà ad una crescita del nostro paese…vedo molti giovani consci del periodo difficile nel quale stiamo vivendo (checchè ne dicano gli adulti, non siamo tutti topi che si rifugiano nel mondo virtuale e si astraggono dalla realtà)…ora basterebbe solo che queste “coscienze” venissero mosse in azioni concrete per il cambiamento, ma il passo è relativamente breve…già grazie al degrado attuale della politica cè chi si sta muovendo per dire un forte “basta!”…si il futuro sarà migliore, e non è ottimismo il mio…

  31. Il futuro dell’Italia sembra più bigio che mai, ma la mia speranza è che l’Europa riesca a risvegliare il nostro popolo e la nostra classe politica e dirigente. Secondo me il futuro non sarà terribile, perchè la storia è un susseguirsi di cicli, in cui c’è una crescita (in tutti i campi) seguita da un rallentamento; noi ora ci troviamo alla fine di un ciclo e tutto ci sembra oscuro, ma tra 30 o 40 anni saremo nel pieno di un nuovo ciclo, con un nuovo popolo e una nuova classe dirigente e, chi lo sa? magari sarà un secondo rinascimento italiano!

  32. Spero che l’italia sia ancora presente nel domani e se ci sarà verrà caratterizzata da clientelismi, grande disuguaglianze e pochissima mobilità sociale

  33. Purtroppo l’idea è quella di paese destinato a diventare sempre più individualista, dove conterà sempre di più avere le conoscenze giuste, essere nella giusta casta, saper fregare gli altri e sempre meno il merito, il diritto, l’uguaglianza. Ma spero siano solo pensieri di un vecchio pessimista: confido molto nei giovani e nella loro capacità di creare una società ed un paese migliore, dove ciascuno possa avere la sua opportunità

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